Installare un server web per configurazione e sviluppo siti

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Conclusioni

È possibile in questo modo configurare quanti domini virtuali si vuole, l’unico limite è lo spazio su disco ma con i 40 GB di cui abbiamo dotato la macchina virtuale non ci dovrebbero essere problemi.

Riepilogando, quindi, dopo aver installato Linux e i pacchetti necessari, per ogni dominio virtuale da aggiungere è necessario:

  1. inserire l’indirizzo della macchina virtuale con il nome a dominio virtuale nel proprio file hosts;
  2. creare le cartelle del dominio sul server virtuale;
  3. creare il file di configurazione del dominio sul server virtuale;
  4. creare un account mysql con phpMyAdmin;
  5. abilitare il nuovo dominio con a2ensite e ricaricare Apache.

Nel caso in cui si voglia rendere disponibile il proprio server virtuale all’esterno, su tutta la propria rete o anche in remoto, bisognerà modificare le impostazioni della scheda di rete per permettere al sistema virtuale di ottenere un indirizzo IP dello stesso range di quello della rete locale. Recarsi quindi nelle impostazioni della macchina virtuale e selezionare “Rete”. Modificare la voce “Connessa a”, da “NAT” a “Scheda con bridge” ed accertarsi che la scheda che apparirà di seguito sia quella che abbiamo collegato alla rete (il sistema potrebbe selezionare automaticamente anche una scheda bluetooth, o la rete LAN che potrebbe non funzionare se il PC è collegato alla rete via WiFi).

Apportata questa modifica, l’indirizzo IP della macchina virtuale cambierà, quindi dovremo andare a modificarlo nel file hosts ed in qualsiasi altro punto della configurazione in cui abbiamo dovuto inserirlo. Accedere quindi alla macchina e verificare il nuovo indirizzo IP sempre mediante il comando ifconfig. La macchina virtuale sarà quindi accessibile anche dagli altri sistemi della rete locale, a condizione che sia configurato anche lì, opportunamente, il file hosts.

Infine, per permettere l’accesso anche da remoto, bisognerà configurare il forwarding sul proprio router, un’operazione che differisce da modello a modello di router, per cui rinvio alle istruzioni per come effettuare questa procedura. Basti sapere che bisognerà inserire come porta esterna la 80, come porta interna la 80 e come indirizzo di destinazione l’indirizzo IP locale della macchina virtuale. A differenza dell’accesso da altri sistemi della rete locale, i sistemi che accederanno da remoto dovranno configurare il proprio file host per far puntare il dominio ww2.gonk.it non alla macchina locale virtuale, ma al nostro indirizzo remoto, individuabile sulla pagina di configurazione del router o attraverso specifici siti, come whatismyip.com. Tale indirizzo, però, cambia quando si spegne il router o lo si riavvia per qualsiasi motivo. Per questo, nel caso avvenga un cambio di indirizzo, anche il file hosts andrà modificato nuovamente per far puntare il dominio al nuovo indirizzo, in caso contrario il file host punterà ad un’altra macchina e, molto probabilmente non si visualizzerà più nulla sul proprio browser… a meno che la nuova macchina remota a cui è stato assegnato dall’ISP il vostro vecchio indirizzo IP non abbia anch’essa installato un server Web.

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